Querceti di roverella e rovere

 

Querceti di roverella e rovere

In questa categoria vengono raccolti gli ampi boschi a Roverella (Quercus pubescens Willd.) e le rare e sporadiche formazioni a rovere (Quercus petraea Liebl.)
Il rovere (Quercus petraea Liebl.) è una grande quercia con esemplari molto maestosi, arriva ad essere alta fino a 35 metri e possiede una chioma ampia e globosa, sorretta da un fusto che può raggiungere diametri di oltre un metro. La corteccia è bruna e ricca di solchi profondi e fitti. È una specie molto sporadica localizzata nelle Marche in 2 zone principali, nella provincia di Pesaro Urbino e nell’alta valle del Tronto.
La roverella (Quercus pubescens Willd.) è una quercia che si presenta in forme arbustive e arboree, spesso ha altezze intorno ai 15-20 metri, ma si ritrovano esemplari anche fino a 25 metri, il tronco si presenta con una corteccia bruna profondamente solcata. Crea una chioma ampia e globosa se posta in posizione isolata e le foglie secche permangono, durante l’inverno, attaccate alla pianta fino allo sviluppo di quelle nuove. La ripresa vegetativa e la fioritura avvengono in maniera più precoce rispetto alla maggior parte delle querce a foglia caduca, caratterizzando questa specie fra le più xerofile e resistenti nelle zone aride. La roverella è la quercia più comune nelle Marche, coprendo il 13% della composizione specifica livello regionale, ha un’ampia distribuzione, i cui limiti vanno dal livello del mare fino all’appennino umbro marchigiano, dove raggiunge i 1300 m di altezza.
Le formazioni di bosco a querceto di roverella in purezza sono minori rispetto ai popolamenti composti da più specie, di cui la principale è la roverella a cui segue il carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.) e l’orniello (Fraxinus ornus), inoltre si aggiungono alla composizione altre latifoglie in minor percentuale come aceri (Acer opalus Mill.), ciliegi (Prunus avium), olmi (Ulmus L.), frassini (Fraxinus L.), cerri (Quercus cerris L.) e lecci (Quercus ilex L.).

Distribuzione

I Querceti di roverella e di rovere occupano una superficie di 81.315 ha, pari al 37 % della superfice boscata delle Marche, originariamente la loro estensione era molto maggiore, in quanto la roverella rispecchia le caratteristiche climatiche della zona collinare e sub-montana marchigiana, ma nel corso dei secoli sono state eradicate per far posto ai campi coltivati o modificate dal punto di vista della composizione attraverso il taglio a ceduo per la produzione di legname, tramite cui sono stati privilegiati gli esemplari di carpino a scapito della roverella.
I suoli su cui si ritrovano i querceti a roverella sono di tipo carbonatico o marnoso-arenaceo e possiamo osservare due diversi ambiti regionali di diffusione dei querceti a roverella:
Il primo ambito è caratterizzato da querceti diffusi nella medio-bassa fascia collinare che parte dalle zone costiere e che spesso ospitano esemplari secolari utilizzati un tempo per la produzione di ghianda. In tali formazioni troviamo esemplari di altre latifoglie assieme alla roverella creando formazioni boschive di modeste dimensioni, che spesso si sviluppano come fasce di vegetazione lineare lungo le zone di impluvio o tra i campi coltivati, venendo gestite a fustaia e ceduo composto.
Il secondo ambito è caratterizzato da querceti diffusi nella fascia tra l’alta collina e la montagna, che generalmente costituiscono formazioni abbastanza estese e in continuità tra loro, all’ interno di questi boschi troviamo la presenza di altre specie come il carpino nero, l’orniello e sporadicamente il cerro. In questo ambito sono presenti diverse tipologie di formazioni come il querceto mesofilo che è esteso dal nord al sud della regione sui rilievi appenninici, prediligendo le zone di medio e basso versante, divenendo caratteristico e molto presente nella Val Marecchia e nella Valle del Conca.
Il querceto Xerofilo invece crea popolamenti radi in zone di bassa fertilità con presenza anche di affioramenti rocciosi ed esposizione a sud; è presente in maniera frammentata nell’Urbinate e in maniera maggiore nella zona montana del centro-sud delle Marche, questi boschi di roverella xerofila si alternano con formazioni di Orno-ostrieti pionieri e Leccete.
In ultimo ritroviamo il querceto di roverella caratterizzato dalla presenza di cerro ed erica arborea che troviamo principalmente nell’alta valle del Tronto con formazioni quasi continue e in maniera frammentata e sui suoli marnoso-arenacei delle province di Ascoli e Macerata.
I querceti di rovere invece sono presenti sporadicamente nella Regione e sono rappresentati da piccoli nuclei molto ridotti, che sono stati ritrovati nell’alta valle del Tronto e nella zona collinare di Pesaro.

Composizione

Nel complesso i boschi a roverella evidenziano una maggior presenza di quest’ultima, che infatti si attesta al 42% della composizione totale, le altre specie che partecipano sono l’orniello con il 19% , il carpino nero con il 14%, diverse altre latifoglie che assieme contribuiscono per circa il 14% come aceri, ciliegi, olmi e frassini, ed infine altre querce come cerro e leccio inferiori al 3%, molte di queste specie sono subentrate nei popolamenti boschivi per via della forte riduzione del pascolo fuori e dentro il bosco avvenuta nel corso degli ultimi decenni.
La roverella riesce ad occupare zone con caratteristiche poco favorevoli al cerro e altre latifoglie più esigenti, questa sua adattabilità e la caratteristica di creare sotto tipi ibridi con altre querce si manifesta tramite la crescita in diverse forme come l’alto fusto caratteristico dei tipi mesoxerofili fino alla boscaglia rada tipica dei tipi xerofili.
Le specie presenti assieme alla roverella possono cambiare in base al tipo di formazione alle caratteristiche della zona dove prospera, il carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.) è riscontrabile in tutti i tipi, l’orniello (Fraxinus ornus) è presente nel querceto mesofilo e maggiormente in quello xerofilo, mentre il cerro (Quercus cerris L.) è riscontrabile nei boschi presenti ai limiti altitudinali dove crea generalmente delle formazioni di transizione con altre specie submontane, mentre sui Monti della Laga il cerro è caratteristico del querceto di roverella con cerro ed erica arborea. Sui suoli arenacei in maniera localizzata può esserci la presenza di cerro, castagno (Castanea sativa) e pioppo tremulo (Populus tremula, L.).
La presenza di conifere e leccio si ritrova nella fascia costiera che va dal nord delle Marche fino all’ascolano dove crea frammentate formazioni transitorie con la vegetazione mediterranea.
L’acero a foglie ottuse assieme al carpino si sta diffondendo alle maggiori altezze e sui ghiaioni calcarei in querceti mesofili sulle zone del Monte Catria e sui Monti Sibillini
Infine lo scotano assieme al ginepro comune e rosso si ritrovano in diversi querceti xerofili su suoli calcarei lungo la fascia appenninica.

Provincia di Pesaro Urbino

Nella provincia le formazioni a roverella sono molto comuni e si trovano dalla costa fino all’appennino interno, trovando formazioni principalmente di querceto mesoxerofilo e xerofilo, nonché di maestosi esemplari secolari posti in maniera isolata, che appartengono sia alla roverella che al rovere. Un esempio molto evidente è dato dalla poco conosciuta roverella di Palazzo del Piano denominata il “Cerquone”, è una grande Roverella (Quercus pubescens), è situata a breve distanza dalla Foresta Demaniale delle Cesane nel Comune di Urbino, il fusto ha una circonferenza di circa 5,7 metri e sorregge una chioma alta 21 metri che presenta un’ampiezza di circa 22 metri.

Tipologie nelle Marche

Querceto mesoxerofilo di roverella

Si estende su 59.849 ha ed è composto principalmente da boschi invecchiati o in conversione naturale, con non rara presenza di imponenti esemplari singoli un tempo destinati alla produzione di ghianda. Questi querceti sono composti principalmente da individui di roverella caratterizzati dalla presenza del cerro, a cui si aggiunge un abbondante presenza di carpino nero e orniello, con minor percentuale il leccio. Nelle zone interne occupa prevalentemente i suoli marnoso-arenacei nel nord della regione e suoli calcari e marnosi della fascia appenninica che procedono verso sud, mentre sulla costa cresce sui rilievi costieri dolci e ondulati che presentano suoli marnosi e argillosi.
Sui rilievi appenninici calcarei si ritrova in zone ad elevata pendenza con suoli a tessitura franco/franco-limosa, principalmente superficiali o poco profondi e poco evoluti; sui rilievi collinari si ritrova su diverse tipologie di suolo a varia evoluzione, prediligendo però suoli profondi, calcarei e poco sassosi evitando le zone di arenaria.
Nella fascia collinare e montana crea formazioni di diversa estensione che nei medi e bassi versanti si sviluppano alternandosi con l’ostrieto mesoxerofilo, mentre sui suoli marnoso-arenacei e argillosi della provincia di PesaroUrbino si alterna spesso con popolamenti di cerro; nei crinali, nelle rupi e nei versanti con esposizioni calde crea formazioni a macchia con querceti xerofili di roverella, ostrieti pionieri e leccete xerofile e nell’alta valle del Tronto con il querceto di roverella con cerro ed Erica arborea.

Querceto xerofilo di roverella

Si estende su 13.499 ha ed è costituito principalmente da querceti cedui frequentemente invecchiati o fustaie. Composto principalmente da roverella ed in maniera localizzata leccio in mescolanza con carpino nero e orniello, arbusti xerofili e conifere.
Il querceto xerofilo di roverella è diffuso in maniera frammentata principalmente sulla fascia dei principali massicci calcarei della dorsale appenninica andando dal Monte Catria, Nerone e Gola del Furlo fino ai Monti Sibillini, ma anche più sporadicamente su alcuni rilievi costieri dell’Ascolano e del Maceratese. I suoli su cui si ritrova sono di tipo calcareo o marnoso, poco evoluti e generalmente poco profondi o superficiali.
In ambito collinare e montano si alterna con il querceto mesoxerofilo ed anche con l’ostrieto mesoxerofilo in particolare nei medi e bassi versanti, mentre nelle zone più difficili si alterna all’orno-ostrieto pioniero.

Querceto di roverella con cerro ed erica arborea

Si estende su 13.170 ha ed è costituito principalmente da boschi cedui e invecchiati, rari nella forma ad alto fusto. Le formazioni sono costituite principalmente da roverella a cui si aggiungono cerro, carpino nero e castagno, mentre nelle zone ad alta pendenza con roccia esposta si ritrova sporadicamente il leccio e arbusti mediterranei in formazioni molto aperte.
Il querceto di roverella con cerro ed erica arborea è presente in maniera localizzata principalmente sulle colline e zone interne della Valle del Tronto, con minor presenza lo troviamo nelle alte valli dell’Aso, del Tenna e del Fluvione; ed in maniera frammentata nelle zone di media e alta collina del Maceratese.
Cresce su suoli di tipo maggiormente arenaceo, superficiali e con bassa presenza di carbonati e tessitura franco/franco-limosa. Si adatta alle zone con suoli marnoso-arenacei delle colline Maceratesi e Ascolane
Le formazioni che ritroviamo possono essere di diversa dimensione e si alternano nei bassi e medi versanti e nelle zone a esposizione fresche con l’ostrieto mesoxerofilo, con il castagneto mesoneutrofilo e raramente con la cerreta mesoxerofila

Querceto di Rovere

Si estende su circa 29 ha ed è costituito da Querceti cedui spesso invecchiati e matricinati. Le formazioni sono costituite principalmente da rovere ed altre specie quercine.
Si ritrova esclusivamente sui suoli di arenarie della formazione della Laga che ritroviamo nell’entroterra di Ascoli, più precisamente nell’Alta Valle del Tronto e del Fluvione. Occupa tendenzialmente zone di alto e medio versante ad alta pendenza e con presenza di forti fenomeni erosivi situate ad altezze intorno e sopra i 1000 metri di quota. Questi suoli si mostrano poco profondi e senza tracce di carbonati, con tessitura franco/franco-sabbiosa e presenza di sostanza organica di accumulo in superficie.
Si evidenzia la presenza di isolate formazioni o singoli individui nell’entroterra della provincia di Pesaro Urbino.

Elenco habitata: http://vnr.unipg.it/habitat/cerca.do
Rete Natura2000 https://www.regione.marche.it/natura2000/index-home.html
Inventario e Carta Forestale della Regione Marche: https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Agricoltura-Sviluppo-Rurale-e-Pesca/Foreste#1635_Pubblicazioni
Il cerquone di Urbino: https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/funghi-flora-fauna/scheda/1811.html
Roverella: https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/funghi-flora-fauna/scheda/877.html
Rovere: https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/funghi-flora-fauna/scheda/876.html

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