Itinerario Tra storia e leggenda

Tra storia e leggenda

L’itinerario scopre il territorio a ovest di Sassocorvaro, disseminato di piccoli borghi, castelli e conventi. Circondati da un panorama inciso dai calanchi, passeremo per San Martino, l’ormai scomparso Lupaiolo, Cavoleto e le sue due piazze, costeggeremo il torrente Mutino per addentrarci nella valle del Foglia e nelle sue leggende. Risaliremo fino al castello di Lunano ed al convento di Monte Illuminato, dove gesta di Signori d’armi, uomini di fede e Santi hanno lasciato un segno ancora visibile ai nostri occhi.

Località di partenza: Sassocorvaro
Località di arrivo: Sassocorvaro
Lunghezza: 35km
Bicicletta consigliata: MTB

Descrizione

Un percorso che erode la nostra razionalità, come i fianchi di questi rilievi che presentano morfologie calanchive, sempre a cercare un equilibrio tra queste terre che si sgretolano, i fiumi che scorrono, leggende che si narrano, il passare più o meno indenne dei secoli su agglomerati urbani e isolati caseggiati.
Dalla tranquillità odierna di Mercatale, un tempo era abituale sito di mercati, passiamo per Caprazzino, all’altezza del Centro Ippico Macallan inforchiamo una strada in salita addentrandoci nella campagna del Montefeltro.
Stretti tornanti e vedute aeree ci distraggono, tanto da farci cogliere di sorpresa da San Martino.
Piccolo borgo restaurato, aggrappato ai declivi calanchivi rassicura, con la sua pace e le linee essenziali ma non scontate delle sue abitazioni.
Si erge, solitaria, la torre campanaria, unica superstite di quello che un tempo doveva essere una chiesa, nonché luogo di ritrovo di questo borgo nascosto. Ora il campanile funge da segnavia, ci indica di proseguire lungo un sentiero erto ed argilloso che in breve tempo ci conduce alla sommità di un rilievo, posizione panoramica dove godersi la veduta sul lago di Mercatale ed una leggera brezza rinfrescante.
Su queste alture dobbiamo lavorare un po’ con la fantasia per immaginarci un castello già presente nel XIII secolo: Lupaiolo.
Di proprietà dei Montefeltro, nel XIV secolo cadde nelle mani dei Conti di Piagnano per ben 200 anni.
Vi vivevano poche famiglie all’interno della cinta muraria, della sua rocca si dice da tempo memorabile che era “piccola e debole” e garantiva poca sicurezza ai suoi abitanti.
Di Lupaiolo si conservavano fino agli anni ‘30 diverse abitazioni, poi una notte, un incendio di ampie dimensioni e di dubbia origine spazzò via interamente case e ruderi, cancellandone la memoria.
Proseguiamo tra la tranquilla presenza di ginestre e rovi, il sentiero scende verso valle, il terreno sotto le nostre ruote sarà secco e scivoloso, ben comprenderemo la forza dilavante dell’acqua su questo suolo e le crepe provocate dal caldo del sole, la nuda terra che si scopre non più ricoperta di vegetazione, profondi solchi disegnano la sua superficie.

Nel nostro discendere incontreremo un altro borgo che avrebbe potuto scivolar via nell’oblio del tempo e dell’incuria, invece, grazie all’amore ed alla lungimiranza di gente foriera, ha già da diversi decenni ripreso vita e vigore: Cavoleto.

Le prime testimonianze si hanno nel 1200, poi fu conteso tra le famiglie dei Malatesti e Montefeltro, tra il 1500 e 1700 fu sotto il dominio della famiglia Cosmi, per conoscere un periodo veramente tragico durante il secondo conflitto bellico, infine il progressivo spopolamento fino a qualche decennio fa, fortunatamente persone in cerca di bellezza e tranquillità hanno evitato il definitivo abbandono.
Veniamo accolti dalla piccola chiesa, in posizione dominante rispetto al paese che conserva al suo interno un affresco di scuola raffaellesca del XVI secolo.
Il borgo si apre con “piazza bassa” dominata dal palazzo Cosmi del ‘600, finestrella a bifora e edera a coprirne la superficie gli donano ancora di più un senso di mistero e antico.
Le case sono abbracciate le une alle altre, si sviluppano in salita fino ad arrivare a “piazza alta” dove c’è la Chiesa principale edificata nel 1748, inoltre non mancano né fontane, né panchine di pregio, da cui godersi comodamente panorama e riposo.
Discendendo merita una sosta un piccolo oratorio, al suo interno un’opera di scuola raffaellesca: Crocifissione con Madonna e i santi Rocco, Giovanni ed Ubaldo.
Ci ricongiungiamo con la strada principale, al nostro fianco il Torrente Mutino, affluente del Fiume Foglia, l’orografia attuale non lascia dubbi ma in tempi ben più antichi, Mutino era un giovane che con dolcezza e determinazione si innamorò di una avvenente ragazza: Foglia.
Foglia, non era solo una giovane dalle belle speranze ma anche una promettente strega intenta a crescere nell’arte occulta della magia.
Il loro amore, corrisposto e onesto, fu la gioia di entrambi per diverso tempo, fino a quando si narra però che Foglia, ormai padrona di pozioni e incantesimi ed avendo acquisito grande potere, si inorgoglì, trascuro Mutino e l’amore per lui, le cose poi si sanno non sempre vanno per il meglio, e le streghe non hanno mai avuto vita facile, figuriamoci chi ebbe l’ardire di innamorarsi di loro.
Forse è proprio questo il sentimento con cui vivere questo itinerario: l’ardimento!
C’è dell’ardire nella vegetazione che si confronta con un terreno franoso e instabile, i girasoli che si propagano per distese di terra cercando al di sotto della cruda terra nutrimento e crescono con il coraggio di guardare sempre in faccia il sole, ed infine un uomo che intrepido, ama ed è corrisposto da una strega. Mutino, come affluente si riversa in qualcosa più grande di lui ma che ne riconosce la stessa natura, sono fatti dello stesso elemento e seppur condizioni avverse e errori personali li divideranno nelle loro sembianze umane, l’acqua continuerà ad unirli, a noi non ci rimane che fluire con loro e onorare tanto ardire.
Se poi volessimo ulteriormente proseguire, con audacia, possiamo raggiungere il Castello di Lunano.
Ancora è presente ma non integra la possente torre quadrangolare, il castello doveva essere a forma di spirale simile a quello di Montegrimano, e già era abitato da famiglie notabili nel XIII secolo.
Acquistò importanza sotto la giurisdizione dei Brancaleoni, spodestati dal cardinale Albornoz nel 1358 e riconfermati poi nel loro potere da Papa Bonifacio IX (1392). Dai Brancaleoni passò al conte Guidantonio da Montefeltro nel 1420, finendo incorporato nel territorio del futuro ducato di Urbino.
Già nel XVIII secolo il castello era in parte diroccato e abbandonato a beneficio della valle dove gran parte della popolazione si spostò.
Sul crinale opposto sorge il Convento di Monte Illuminato, dove sembra che il Santo dei Santi: San Francesco, abbia ridato la vista ad una persona cieca, curandola con l’acqua del pozzo.
Se non abbiamo fretta di scendere a valle, potremmo goderci il bel prato e l’ombra della quercia ai piedi della torre del castello, rimembrando la fatica ed il valore che natura, donne e uomini ci hanno donato in secoli di storia.

Bibliografia:

Daniele Sacco – La provincia dei cento borghi, vol.4 – Metauro Edizioni.
Provincia di Pesaro e Urbino – Pesaro e Urbino, percorsi in Provincia – Edizioni l’Alfiere
Massimo Brizigotti – Leggende misteriose del Montefeltro – Edizioni Nuova Prhomos
Pesaro e Urbino e provincia – Guide d’Italia: Gabicce, Fano e la costa, Gradara e il Montefeltro – Touring Club Italiano

Sitografia:

http://www.turismo.pesarourbino.it/elenco/comuni/lunano.html

Cavoleto


https://www.iluoghidelsilenzio.it/convento-di-monte-illuminato-lunano-pu/
http://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/geologia-clima/scheda/231.html

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