Itinerario Piccoli ma calcati: i Conti Oliva

Piccoli ma calcati: i Conti Oliva

L’itinerario si sviluppa lungo le terre amministrate dalla famiglia dei Conti Oliva, dinastia meno in vista dei Montefeltro e Malatesta, ha regnato sapientemente per secoli su queste terre. In pochi chilometri quadrati passeremo da Piagnano, prima residenza dei Conti a Piandimeleto, luogo del loro massimo splendore; in mezzo territori e centri abitati che custodivano monumentali abbazie, il tutto condito con il fascino di una natura selvaggia che svela questi tesori a chi sa apprezzarli con lentezza.

Località di partenza:Sassocorvaro
Località di arrivo: Sassocorvaro
Lunghezza: Km 29
Difficoltà: Media
Bicicletta consigliata: MTB

DESCRIZIONE

Il territorio comunale di Sassocorvaro custodisce luoghi suggestivi come Piagnano.
E’ talmente ben ristrutturato e autentico che risulta facile perdere ogni cognizione del tempo per ritrovarsi nel XIII secolo in un attimo.
Varcato l’arco di ingresso il castello, minuto e compatto, si sviluppa tutto in altezza, pietre a vista di compatta arenaria e gesso si incastrano a meraviglia.
Piagnano fu la prima residenza dei Conti Oliva, famiglia di origini germaniche che arrivò in Italia alla fine del X secolo al seguito dell’imperatore Ottone III. Furono dei coraggiosi guerrieri, sotto la loro guida il feudo si andò allargando arrivando alla fine del ‘400 a comprendere i castelli di Campo, Piandimeleto, Pirlo Piagnano, Pietracavola, Lupaiolo, Monastero, San Sisto, Petrella Guidi e Antico.
Il personaggio più importante della famiglia Oliva è il conte Carlo I. Egli fu un amante dell’arte, un valoroso soldato e un abile amministratore, disseminando il territorio di apprezzatissime opere architettoniche.
Piagnano annoverava ben tre mura di cinta, ogni volta che le abitazioni crescevano di numero si costruiva una nuova cinta muraria. Oggi possiamo ammirare due archi sopravvissuti al tempo.
Lasciato questo maniero incominciamo a salire, sempre più presenti e definiti i calanchi, circondano il nostro cammino, inseguendone l’andamento il nostro occhio giunge fino alla Carpegna ed al Sasso Simone e Simoncello.
In alcuni punti sembra di pedalare su ponti sospesi da quanto l’attività erosiva dei calanchi è forte, sui bordi il sentiero è delimitato da sparuti ciuffi d’erba aggrappati tenacemente al terreno.
Salendo, il fondo da sabbioso o ciottoloso diventa lastricato in pietra, regolare e compatto, opera dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Lasciamo l’ordinato lastricato per addentrarci in un sentiero ricco di vegetazione, lecci, ginestre, rovi ancora ci ricordano la macchia mediterranea ma quando arriviamo nei pressi della sommità di Monte Santa Maria 752m. s.l.m. fanno la loro comparsa anche abeti rossi e sul terreno sparse, come monetine cadute a terra, pigne mangiucchiate da scoiattoli.
Questa parte della Provincia è densa di sorprese ed ecco che senza preavviso l’abitato di Monastero si para davanti a noi.
Il toponimo deve insospettirci, se fossimo stati nel XII secolo avremmo visto un imponente complesso monastico chiamato Abbazia di Santa Maria del Mutino. In effetti la sensazione che si ha entrando nel bel borgo di Monastero ha un sapore nostalgico, le case con pietra a vista sono ristrutturate con eleganza, vicoli stretti ci conducono nel cuore del luogo, disseminato di piccole porte, forni a legna e gerani alle finestre.
Imponente si erge, in posizione centrale, la Chiesa, unica superstite dell’abbazia, con a fianco una parete in grossi blocchi di arenaria tempestata di nicchie vuote ma qualcosa, la sua originaria dimensione e maestosità, manca all’appello. Il fascino del luogo non viene sminuito dai muri mancanti, ma vien da sé il soffermarsi a pensare quanto questo luogo fosse strategico in passato e quale azione di controllo e valorizzazione del territorio esercitassero i monaci in epoche passate.
Lasciato Monastero, rientriamo tramite la provinciale che costeggia il fiume Mutino, protagonista di queste lande, fino a raggiungere la seconda e ben più nobiliare, residenza dei Conti Oliva: Piandimeleto.
Nel 1377 Papa Gregorio XI diede la concessione di Vicariato apostolico ai Conti Oliva che si stabilirono a Piandimeleto, che divenne il cuore della piccola ma operosa corte.
Il castello doveva essere di forma quadrangolare, a picco sul Fiume Foglia, a differenza di altri manieri non sorgeva su rupi a strapiombo o scoscesi costoni rocciosi, ma la sua funzione era da caposaldo del papato, quella di difendersi a fondovalle, alla confluenza di due fiumi, dal pericoloso espandersi di famiglie ghibelline di parte imperiale.
La residenza dei Conti ancora oggi conserva sia l’inconfondibile caratteristica di fortificazione tra merli, cammini di ronda e piccole aperture e l’aspetto del palazzo signorile: la facciata verso la piazza si apre con ampie finestre monofore o con soglia a trabeazione in arenaria.
E’ stato sempre un luogo vissuto dai suoi abitanti, ideatori del Palio storico in tempi non sospetti, oggi nel castello è possibile visitare il museo del lavoro contadino organizzato in sezioni tra il ciclo del grano, l’artigianato rurale e la casa colonica, fedele ricostruzione di un tempo passato. Inoltre la stanza più antica del castello è dedicata all’araldica, una serie di scudi in cuoio dipinti a mano riproducono gli stemmi delle famiglie nobiliari del Montefeltro, in particolare di quelle che hanno frequentato il castello tra il 1400 e il 1574, impreziosisce la collezione una vasta biblioteca sull’araldica delle casate nobili italiane.
Infine ma non da ultimo, è possibile visitare il Museo Scienze della Terra, comprende circa 4.000 campioni fra rocce, minerali e fossili donati dal Prof. Renzo Pieruccini. Un altro modo per comprendere fino in fondo questo territorio e le sue particolarità.
Possiamo ora far ritorno a Sassocorvaro ma guarderemo questi territori con uno sguardo diverso, in pochi chilometri quadrati, e in pochi secoli anche famiglie di dinastie inferiori a Malatesti e Montefeltro hanno saputo con saggezza ed astuzia crearsi la propria corte e lasciare ai posteri luoghi raccolti, a misura d’uomo ma non scontati…e la ricerca continua…

Bibliografia
Daniele Sacco – La provincia dei cento borghi, vol.4 – Metauro Edizioni.
Pubblicazioni a cura del Comune di Pian di Meleto – Provincia di Pesaro Urbino – BCC Metauro

Sitografia

Piandimeleto


http://www.paliocontioliva.com/
https://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-piagnano-sassocorvaro-pu/

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