Grotta dei cinque laghi

GROTTA DEI 5 LAGHI
STORIA DELLE ESPLORAZIONI

Era il 22 maggio del 1982 quando Marco Bani, dopo aver individuato una apertura sotto le pareti della destra idrografica dell’Infernaccio, entrava per la prima volta in questa cavità, assieme a 2 colleghi della Sezione Speleologica di Città di Castello. Il passaggio fu ricavato con un breve scavo nella parte distale della piccola cavità, a pochi metri dall’ingresso. Bastarono pochi fine settimana per conoscere tutta la grotta e trarne il rilievo topografico che ne testimonia uno sviluppo che sfiora il chilometro.
Sette anni dopo furono ancora gli speleologi tifernati a liberare dai detriti, dall’interno, un passaggio nella parte terminale della grotta e a uscire sul prato dei Ranchi. Da allora la grotta permette una traversata piacevole e istruttiva sotto un versante della montagna, dalla Gola dell’Infernaccio alle radure panoramiche dei Ranchi. L’andamento sub-orizzontale rende possibile, alle persone motivate, di attraversare la cavità, purché condotte da speleologi esperti conoscitori della grotta, o meglio ancora, se guidate da professionisti.

AVVICINAMENTO
Cinquecento metri prima del parcheggio del Rifugio Corsini occorre prendere la strada in discesa sulla destra. Percorsi poco meno di due km su questa strada dissestata si parcheggia nel tornante che aggetta sulla Valle dell’Infernaccio. Il luogo è caratterizzato dal cippo che ricorda il valente geologo Giovanni Pallini, studioso che ha valorizzato il patrimonio paleontologico del Nerone. Salendo sulla modesta scarpata a bordo strada si scopre il sentiero che, in discesa, porta alla grotta. Si tratta del tracciato del sentiero 201 (già n. 1) che collega Piobbico alla vetta del monte. Percorsi un centinaio di metri sottoparete in discesa, due ingressi appaiati e convergenti si palesano appena un paio di metri sopra il sentiero. Questo è l’ingresso superiore della Grotta dei 5 Laghi, quello violato nel 1982. Quell’evento ha aperto una grotta che è divenuta una delle più frequentate del centro Italia perché adatta per una iniziazione speleologica e perfetta per insegnare il fenomeno carsico, ma anche ideale per provare una esperienza originale e particolare, emotivamente coinvolgente, divertente e da ricordare nella vita.

ORIGINE DELLA GROTTA
L’acqua piovana, resa debolmente acida dalla presenza di anidride carbonica, è capace di corrodere il calcare. Il fenomeno prende il nome di “carsismo” poiché molto diffuso nella regione italo-slovena del Carso. Un processo molto lento, ma la natura di tempo ne ha avuto molto. È così avvenuto che le acque raccolte dal proto-torrente, che ancora non aveva inciso la Valle dell’Infernaccio, scorressero alla quota di una discontinuità sedimentaria che caratterizza un livello del Calcare Massiccio. Quelle acque, circa un milione di anni fa, hanno allargato le piccole fessure beanti fino a realizzare ampie condotte oggi percorribili da noi umani. Ai lati del sentiero che conduce alla grotta, sulla destra e ad altezza d’uomo, si può notare la discontinuità sedimentaria che ha permesso la formazione della Grotta dei 5 Laghi e di molte altre grotte del Nerone.
Il primo dei laghi che si incontra nella traversata in discesa della grotta. Le morfologie di corrosione visibili nella volta della grotta testimoniano una origine freatica, cioè con l’acqua che esercitava pressione in tutte le direzioni. Attualmente lo scorrimento è invece a pelo libero.Il torrente poi ha abbandonato quel livello scavandosi in esterno la spettacolare forra dell’Infernaccio e allora quelle gallerie e sale che oggi costituiscono la Grotta dei 5 Laghi si sono avviate alla senilità speleologica. Le acque hanno cominciato a scorrere a pelo libero, e non a pressione, modificando la sezione della grotta e hanno favorito riempimenti argillosi. Nel contempo lo stillicidio ha arricchito i vuoti di concrezioni calcaree, cioè con stalattiti che pendono dal soffitto e con le corrispondenti stalagmiti che crescono dal basso. Queste e altre cristallizzazioni calcaree realizzano una spettacolare mostra con fantasiose morfologie per la meraviglia di chi attraversa la grotta.

PER VISITARE LA GROTTA
La grotta non presenta particolari difficoltà, a parte le strettoie iniziali, un facile corrimano per superare il primo lago, uno stretto passaggio sul punto più basso della sala più grande. Particolare attenzione va riservata all’attraversamento dell’ultimo lago in prossimità dell’uscita quando è al massimo livello. Va affrontato con le gambe in acqua e tenendo strettamente la destra sottoroccia. Se non si rispetta quest’ultima indicazione si rischia di dover attraversare a nuoto uno specchio d’acqua con la temperatura di 6 gradi. Niente di impossibile, ma sarebbe tuttavia sbagliato sottovalutare la pericolosità di un’acqua tanto fredda. Avventurarsi da soli senza conoscerne lo sviluppo potrebbe anche presentare le insidie di un percorso non scontato. Si sbaglia strada se non lo si conosce. Il pericolo è alto se non si è provvisti di luci affidabili e di riserva, se non si è abbigliati acconciamente come consigliato dall’umidità elevata e dalla temperatura di soli 7 gradi. I ricambi una volta usciti dalla grotta sono fortemente raccomandati, soprattutto nelle stagioni fredde.
La scelta migliore e obbligata è quella di affidarsi ad un gruppo speleologico che conosce bene la grotta o a guide professionali.

INTERESSE NATURALISTICO
Una felice concomitanza ha portato a scoprire la grotta un appassionato di scienze naturali studente in biologia. Così Marco Bani, oltre che esplorare e topografare la grotta si è laureato con uno studio sulla vita cavernicola che in quel freddo e umido buio si è sviluppata. Nella pubblicazione che ne è conseguita sono state descritte 37 specie cavernicole, descritte anche con macrofotografie, cosa quasi unica per l’epoca.
Le grotte costituiscono un ambiente molto interessante per osservare gli adattamenti cui gli organismi vanno incontro per vivere in assenza di luce, con umidità relativa a saturazione e con temperatura costante di 7 gradi. In un ambiente così peculiare e confinato la speciazione è molto più rapida che non all’esterno e questo ha consentito una importante scoperta. Uno degli insetti studiati è risultato sconosciuto alla zoologia e la nuova specie è stata dedicata allo scopritore. Così nella grotta, e solo in quel particolare universo sotterraneo, si è adattato e vive un minuscolo insetto collembolo denominato Deuteraphorura banii.

Sono stati descritti anche reperti di animali che sono entrati nella grotta in epoche remote. Raschiando il riempimento dell’ingresso per violare la grotta sono venuti fuori resti di orso delle caverne, di lupo, di gatto selvatico, di una lepre gigante del Quaternario e di ungulati vari.

Ma le rocce del Giurassico hanno rivelato fossili ben più antichi, quelli di animali marini che popolavano quelle acque calde e basse di piattaforma corallina quasi 200 milioni di anni fa come i gasteropodi, o di acque che andavano approfondendosi come ammoniti e crinoidi.

———————————————————————————————————————————————–
LASCIATE SOLO L’IMPRONTA DELLE SCARPE. PRENDETE SOLO FOTOGRAFIE.
IN PRESENZA DI PIPISTRELLI PASSATE RAPIDI, SENZA DISTURBARE.
———————————————————————————————————————————————–
BIBLIOGRAFIA
Bani M. 1984 – La Grotta dei Cinque Laghi, biospeleologia. Bramante, Urbania, pp. 214
Bani M. 1989 – Monte Nerone. Grafica Vadese, Sant’Angelo in Vado, pp. 266
Bani M. 2003 – Itinerari speleologici a Monte Nerone. Rivista del CAI, marzo-aprile, pp. 68-72
Bani M. 2011 – Monte Nerone segreto. Anniballi Grafiche, Ancona, pp. 303

Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Spotify
Consent to display content from Spotify
Sound Cloud
Consent to display content from Sound