Viadotto romano del Furlo

Viadotto romano del Furlo

Alla fine degli anni ‘80 la Soprintendenza archeologica delle Marche, dopo anni di scavi, recupera e restaura il poderoso viadotto situato vicino all’Abbazia di San Vincenzo al Furlo.
Si tratta di un superstite viadotto di età repubblicana, ma secondo alcuni autori di età augustea.
E’ stato costruito con lo scopo di riparare la Via Flaminia dalle repentine e pericolose piene del Candigliano, solito provocare erosione degli argini, formazione di nuove anse ed isolotti. In effetti l’originario piano stradale della Flaminia, costituito da una massicciata, era di parecchi metri più basso rispetto a quello poi ricavato alla sommità del viadotto.
Attraverso due chiavicotti, il viadotto permetteva di defluire le acque provenienti dalle pendici del monte Pietralata verso il Candigliano in due fossatelli.
In epoca romana, il viadotto risultava essere un’imponente edificazione lunga circa m 50 e munita di due ponticelli, situati a circa m 30 di distanza tra loro.
Il ponticello orientale è largo m 2,95 con una parete costituita da tredici blocchi di pietra corniola locale, il ponticello occidentale invece è largo m 2,10. Il paramento dell’intera sostruzione è edificato con blocchi più bassi disposti a secco in filari che variano di altezza, con la facciata in semplice bugnatura, accuratamente disposti a secco in file di vario spessore, legati internamente da un conglomerato cementizio.
La struttura appare all’esterno come un enorme muro di contenimento costruito a secco in opus quadratum, mentre in realtà l’opus riguarda solo il paramento e la volta dei ponticelli. La muratura non a vista è costituita da materiali più poveri, di dimensioni minori, per lo più pietrisco, cementati con calce.

Il viadotto ovviamente era parte di un’opera ingegneristica ben più ampia: immediatamente alla periferia orientale di Acqualagna (loc. La Casella) alcuni lavori hanno riportato in luce un notevole tratto di muro con contrafforte, la cui struttura trova riscontri con quella del viadotto dell’Abbazia, sia per la tecnica muraria che per il tipo di coementum usato per ammorsare tra loro i blocchi di pietra. inoltre, documenti d’archivio attestano in Acqualagna l’esistenza di due ponti, oggi non più visibili.

https://www.romanoimpero.com/2022/01/ponte-di-acqualagna-marche.html
https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/opere-specialistiche/scheda/8546.html
https://www.turismo.marche.it/it-it/Cosa-vedere/Attrazioni/Ruderi-Ponte-Romano/11556
“La Via Flaminia e la Gola del Furlo” Mario Luni – I quaderni del Furlo

Bibliografia

– Colin O’Connor – Roman Bridges – Cambridge University Press – 1993 –
– Vittorio Galliazzo – I ponti romani – Vol. 1 – Treviso – Edizioni Canova – 1995 –
– Procopius – De aedificiis –
– Fernández Casado, C. – Historia del puente en España. Puentes Romanos – Madrid – Instituto Eduardo Torroja – 1980 –

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