Tuber albidum Pico o Tuber borchii Vitt.
Nome: da “albidum” (lat.), di colore chiaro (Pico, 1788), o dal cognome del conte De Borchi a cui il Vittadini (1831) dedicò questa specie, per averlo descritto per primo.
Nomi volgari: tartufo bianchetto o marzuolo.
Periodo di raccolta (L.R. 03 aprile 2013, n. 5): dal 15 gennaio al 15 aprile.
CARPOFORO – in genere rotondo, ma anche gibboso; solitamente di piccole dimensioni: in terreni sciolti e nei coltivi può raggiungere anche i 5-10 cm di diametro.
PERIDIO – liscio di colore molto variabile dal biancastro ocraceo (per cui può essere confuso con il tartufo bianco pregiato) all’arancio scuro fino al color ruggine e a volte anche maculato.
GLEBA – biancastra inizialmente, in alcuni esemplari varia con la maturazione, ad un colore fulvo; a volte fuligginosa; rossastro bruna o addirittura violacea; venature piuttosto larghe, poco numerose, ramificate, biancastre e tendenti ad imbrunire all’aria a maturazione.
PROFUMO – decisamente agliaceo e penetrante (forte odore di acetilene).
SAPORE – non molto gradevole e spesso anche da cotto risulta molto indigesto.
ASCHI – globosi, sub-clavati, per lo più sessili o sub-peduncolanti, misurati 60-100 x 60-80 micron, contenenti da uno a tre spore, più raramente con quattro spore (Ceruti, 1960).
SPORE – globoso-ellitiche, debolmente brunossastre, regolarmente reticolate a piccole maglie (a nido d’ape), misurano19-55 x 16-35 micron (eccezionalmente 40-45 x 30-32 micron) (Ceruti, 1960).
HABITAT – preferisce terreni sciolti e sabbiosi pur adattandosi anche ad ambienti più difficili. Fruttifica in particolare nelle pinete litoranee (pino marittimo, domestico e d’Aleppo) ed in quelle collinari (pino nero e larice). Si trova nei boschi di latifoglie, puri o misti, come i querceti di roverella e cerro dei versanti ben esposti. Matura da dicembre ad aprile, ma il periodo migliore per gustarne appieno la qualità organolettiche è febbraio-marzo.
Si distingue facilmente dal T. magnatum anche con la semplice osservazione macroscopica, sia per il profumo sia per le venature assai più rade e quasi sempre più grossolane. È però convinzione comune che tutte le raccolte di Tuber a pelle bianca, escluso appunto il magnatum, siano da attribuire a Tuber borchii; esistono invece almeno quattro specie non distinguibili macroscopicamente dal borchii ma ben diverse al microscopio: Tuber faetidum Vitt., Tuber maculatum Vitt., Tuber dryophilum Tul. & Tul. Si possono già separare per il periodo di maturazione diverso, Tuber puberulum Berk. & Br., che invece può maturare nella stessa epoca, si distingue perché non ha le spore degli aschi monosporici con reticolo alveolare piccolo, carattere esclusivo e quindi differenziale del borchii.