Rocca e torrione di Cagli

ROCCA E TORRIONE DI CAGLI

Correva l’anno 1502 quando, Guidobaldo da Montefeltro, diede ordine ai suoi uomini di distruggere la Rocca per impedirne la presa da parte delle milizie spagnole guidate da Cesare Borgia, detto “il Valentino”, spietato principe, figlio naturale di papa Alessandro VI e fratello della famigerata Lucrezia, che occupava con l’inganno la città di Cagli.
Così che, della Rocca, presumibilmente tra le costruzioni militari fortemente innovativa, abbiamo notizie solo grazie al Martini stesso nella descrizione che ne fa nel suo “Trattato di architettura civile e militare” .
La rocca, edificata pochi anni prima della morte del Duca Federico da Montefeltro, presenta aspetti innovativi rispetto alle fortezze costruìte da Francesco di Giorgio Martini in precedenza.
L’uso del perimetro circolare presente nella Rocca Ubaldinesca a Sassocorvaro viene messo in discussione per la presenza di angoli ciechi che impedivano un totale controllo della struttura rispetto agli attacchi dei nemici per adottare invece forme poligonali, che a detta dello stesso architetto, le forme romboidali e triangolari erano le migliori.
L’edificio, costruito ex novo, è composto da una torre principale di forma triangolare, “alta piedi 100, nella quale è in fondo una bella cisterna, un pristino, un forno, la canova, la prigione, la stufa e le munizioni: di sopra a queste vi sono cinque belle stanze per la persona del castellano, alle quali per ponte levatoio si perviene”
La torre era dotata anche di piombatoi, ulteriori muretti di protezione, beccatelli, torricini a difesa dei torroni più grandi. L’intera rocca viene descritta con minuzia di particolari ma soprattutto traspare come ogni elemento sia funzionale agli altri, la logica dell’intervento di costruzione, il tutto pensato infine per agevolare il lavoro delle milizie, il loro passaggio nelle varie parti della rocca, per poter attaccare e difendersi al meglio.
Giunto fino a noi invece, scampato alla distruzione del 1502, abbiamo il Torrione, che troneggia in tutta la sua potenza, distinguendosi dal contesto cittadino di Cagli.
Cagli era la terza città del Ducato di Urbino per numero di abitanti (10.000 unità) e posta in posizione strategica per la difesa delle terre di Federico da Montefeltro.
Il complesso architettonico nel 1481 si componeva quindi della Rocca in posizione sopraelevata rispetto al piano cittadino e del Torrione.
I due edifici erano collegati da ben 360 gradini: un camminamento sotterraneo chiamato “ soccorso coverto”, ancora presente e visitabile, è rivestito in pietra con volta a botte in laterizio, una meraviglia dell’arte militare di transizione tra Quattro e
Cinquecento.

Le sue funzioni erano; fornire una sicura via di fuga a coloro che occupavano il torrione e un veloce accesso alla città per i soldati della fortezza.
Siamo negli anni di transizione dalle armi bianche alle armi da fuoco e il Francesco di Giorgio Martini, come farà in altre fortezze del ducato di Urbino, costruisce, restaura modifica gli edifici, per resistere agli attacchi della temibile bombarda. Adotta quindi forme curvilinee che con la convessità continuamente rivolta verso l’assalitore garantiscono una resistenza all’urto più elevata a differenza dei muri piatti, tipici delle fortezze medievali, che “ruinavano” all’impatto.
A difesa del torrione c’era un fossato, fatto scaricare di tutta l’acqua nel 1757 al fine di evitare l’allagamento delle strade adiacenti, superabile tramite ponte levatoio, sono ancora presenti le tacche verticali in cui s’infilavano i “bolzoni”, le travi in legno che permettevano l’apertura e la chiusura del varco d’accesso. Lungo tutto il perimetro del torrione si aprono bocche di fuoco, anche in direzione della città di Cagli nel caso il nemico l’avesse presa di assalto.
Il torrione si sviluppa per 5 piani, in un succedersi di ambienti circolari e essenziali in linea con la funzione difensiva dell’edificio, ogni piano è collegato da scale a chiocciola, altro elemento caratteristico dell’architettura martiniana.
Entrati nel Torrione si prosegue in uno stretto corridoio con volta a botte fino ad un vano ovoidale con 5 troniere, munite del fumignate (camino di aspirazione dei fumi delle armi da fuoco), che permettevano il controllo della città. Ogni postazione da tiro ha una lastra in pietra con la tacca per la mira ed un foro circolare per l’innesto dell’arma.
Nella stanza ovoidale c’è un condotto che permetteva di attingere l’acqua dal sottostante fossato e due scale che dirette a due vani che si trovano a livello del fossato, uno dei quali conduce al “soccorso coverto”
Salendo, invece, sempre tramite la scala a chiocciola si approda ad un’altra stanza, anch’essa ovoidale, con copertura a capriate e all’ampio ballatoio, al culmine della costruzione, con 58 caditoie per la difesa e 15 feritoie. L’intonaco del ballatoio presenta varie scritte e disegni, forse il Torrione è stato adibito, secoli addietro, a prigione.
Ad oggi, il Torrione, oltre a essere un elemento distintivo e identitario della città di Cagli, è anche sede del Centro di Scultura Contemporanea.
Ancora visibile è il collegamento murario con la città e alzando lo sguardo verso il M. Petrano, si può immaginare una Rocca dalle forme curvilinee troneggiare a difesa dei cagliesi e del ducato di Urbino

fonti
https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/5443.html

Torrione Martiniano


Daniele Sacco libri sulla provincia: https://www.provincia.pu.it/fileadmin/grpmnt/1056/Cagli11-54.pdf
Trattato di architettura civile e militare
Gianni Volpe – Rocche e fortificazioni del Ducato di Urbino
Giovanni Scatena – il torrione di Francesco di Giorgio Martini in Cagli

Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Spotify
Consent to display content from Spotify
Sound Cloud
Consent to display content from Sound