Le Ammoniti del Valanginiano sup. e Hauteriviano nella formazione della Maiolica

Ammoniti del Valanginiano sup. e Hauteriviano nella formazione della Maiolica

La sezione si trova a un’altezza tra i 700 e 850 metri, di cui 125 metri e 440 strati campionati a partire dal Livello Faraoni dell’Hauteriviano superiore (strato 69), fino al ritrovamento dei livelli del Valanginiano superiore che vanno dallo strato 414 allo strato 496. Nella parte più antica della sezione strato 496, abbiamo rinvenuto una ricca e ben diversificata fauna del Valanginiano superiore. Nella sezione sono state trovate le più antiche ammoniti eteromorfe, ovvero, che tendono ad aprirsi (ammoniti svolte).

La formazione cretacica della Maiolica.

La denominazione Maiolica, è stata utilizzata con annotazione stratigrafica fin dal 1857 dallo Stoppani, per indicare un’unità carbonatica giurassico/cretacica con una notevole estensione areale. La formazione è anche nota come “Calcare Rupestre” e “Biancone”. Negli affioramenti Umbro-Marchigiani la Maiolica è costituita da calcari micritici bianco-avorio a fratturazione concoide e ben stratificati, contenenti selce in strati sottili, liste e noduli irregolari; localmente sono presenti straterelli di calcare grigio e sottili intercalazioni di marne argillose nerastre più frequenti al tetto. Nelle successioni bacinali si rinvengono invece slump intraformazionali ed intercalazioni detritiche. Nella porzione superiore della formazione, tra il piano Hauteriviano e Barremiano, è presente un orizzonte spesso dai 25 ai 42 cm costituito da un’alternanza di argilliti nere (black shales), con un elevato contenuto in sostanza organica (fino a 25% di T.O.C.), noto in letteratura come “Livello Faraoni”. Questo livello ha fornito numerose Ammoniti dell’Hauteriviano terminale (Zona a Pseudothurmannia angulicostata, sottozona a P. catulloi), esse appartengono ai generi Pseudothurmania, Barremites, Plesiospitidiscus, Phyllopachyceras, Psilotissotia. La fluorescenza media della sostanza organica presente nel “Livello Faraoni” (di origine marina e prevalentemente amorfa) e la presenza di Palinomorfi, suggerisce, per la deposizione dei livelli argillitici ricchi in sostanza organica della porzione superiore dell’unità, un ambiente impoverito in ossigeno (piuttosto che anossico). Nell’area Umbro-Marchigiana-Sabina, il letto della Maiolica è costituito dai Calcari Diasprigni “membro dei Calcari a Saccocoma ed Aptici” nelle successioni di bacino; il passaggio è graduale e talora è caratterizzato dalla presenza di alcuni metri di calcari contenenti selce e abbondanti frammenti di Crinoidi. Nelle successioni di alto strutturale il letto è rappresentato dal ”gruppo del Bugarone”. L’unità passa superiormente, generalmente in modo graduale, alle Marne a Fucoidi. Tale limite è segnato dall’aumento delle intercalazioni argillose, dalla diminuzione della selce e dalla comparsa di intercalazioni di calcari marnosi e marne verdognole.

l’Hauteriviano rappresenta il terzo dei sei piani in cui è suddiviso il Cretacico inferiore. L’Hauteriviano fu introdotto nella letteratura scientifica dal geologo svizzero Eugène Renevier nel 1873. Il nome deriva da quello del paese di Hauterive, situato sulla sponda del Lago di Neuchâtel, in Svizzera.
Nel territorio è presente in molte località, dalla Valle del Fiume Bosso a Gorgo a Cerbara, dal Monte Catria al Monte Nerone; la sezione indagata e oggetto dello studio del 1995, affiora sul versante ovest del Monte Petrano.

Distribuzione biostratigrafica delle specie di ammoniti rinvenute nella sezione Monte Petrano (vedi foto).

BIOSTRATIGRAFIA E LOCALIZZAZIONE SEZIONE

Nella Maiolica Hauteriviana del Monte Petrano sono state rinvenute numerose ammoniti del Valanginiano e Hauteriviano. Tutte le ammoniti possono essere attribuite alla Paleoprovincia Mediterranea e alcune di esse ci hanno permesso di individuare il Valanginiano superiore con le seguenti specie: Rodighieroites cardulus, Oosterella begastrensis, Oosterella sp., Valanginites bachelardi, Neocomites cf. neocomiensis.
Del piano Hauteriviano abbiamo potuto riconoscere l’Hauteriviano superio-re con le seguenti specie: Pseudothurmannia mortilleti, Buergliceras favrei, e Valdedorsella sp., Crioceratites duvali, Crioceratites thiollierei, Crioceratites elegans, Crioceratites binelli, Euptychoceras meyrati, Neo-lissoceras grasi, Abrytusites sp., e Plesiospitidiscus sp.
Mentre l’Hauteriviano inferiore si caratterizza per le seguenti specie: Olcostephanus (Jeannoticeras) jeannoti, Jeanthieuloyites sp., Crioce-ratites matsumotoi, Crioceratites nolani, Spitidiscus cf. intermedius, e Spitidiscus cf. rotula.

Paolo Faraoni-giugno 2022 (tutti i diritti riservati).

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