Museo Geopaleontologico del palazzo Brancaleoni – Piobbico

Il museo Geo-Palentologico del Palazzo Brancaleoni di Piobbico.

Il museo Geo-Paleontologico di Piobbico nacque grazie alle raccolte di fossili donate da “Dondò” soprannome di Don Domenico Rinaldini prete nato a Piobbico il 20-01-1921 e morto a Piobbico a S. Maria il 29-7- 1997. Consacrato sacerdote, il 03-08-1947 fu parroco parroco a S. Maria in Val d’Abisso, di Piobbico dal 28-08-1963 al 29-07-1997. Oltre alla sua importante collezione di fossili donata al museo Brancaleoni di Piobbico, le collaborazioni scientifiche del Dondò sono state molteplici e parte di loro sono documentate nei diversi ringraziamenti ed apprezzamenti che tanti studiosi gli resero nelle loro pubblicazioni scientifiche. (Importante il riconoscimento e ringraziamento avuto da Walter Alvarez, figlio del Premio Nobel per la Fisica Luis Álvarez, professore all’Università di Berkeley e padre della teoria delle ”estinzioni di massa”, in particolare l’estinzione del limite Cretacico-Terziario, verificatasi circa 65 milioni di anni fa che per diversi anni studiò Il Nerone avendo come base Piobbico).
Con la collaborazione di Lino Paiardini funzionario comunale e da sempre suo intimo amico, nacque la sezione Geo-Paleontologica del Museo Civico Brancaleoni nel 1983.
Il museo conserva nel suo depositorio migliaia di fossili, soprattutto di ammoniti, trovati e donati in primis dal Dondò, poi a seguire nel tempo da altri appassionati come Carlo Iotti e da studiosi quali Stefano Cresta.
Nelle stanze del bellissimo castello Brancaleoni ne sono esposti solo una parte ovviamente per motivi di spazio, ma gli altri sono tutti consultabili dagli studiosi interessati. Per loro c’è a disposizione una grande mansarda attrezzata, una moderna sala per le conferenze e tutto quello che serve per lo studio.

I fossili della collezione.

A metà degli anni 90 venne inaugurata la sede definitiva. Questa sezione si articola in 10 ambienti espositivi per un totale di circa 800 mq., con oltre 10.000 reperti fossili i più antichi dei quali hanno più di 200 milioni di anni. E’ stata allestita in modo da evidenziare il rapporto tra i fossili e le rocce che li contengono, e soprattutto i fossili e la datazione delle rocce. Infatti le ammoniti sono i più importanti fossili guida, e studiando l’evoluzione dei generi e delle specie è possibile ottenere importanti correlazioni temporali con le varie sezioni affioranti nel mondo. Le collezioni esposte nel museo raccolte da amatori locali (Rinaldini D. e Iotti C.) o da ricercatori e professori universitari (Cecca F., Cresta S., Pallini G. e Santantonio M.) sono quindi molto importanti per tutti gli appassioni paleontologi e per i geologi che percorrono i sentieri del Nerone per studio o svago. Molto interessante l’ammonite trovata dal “Dondò” e a lui dedicata dal Prof. Giovanni Pallini e che porta il suo nome “Harpoceras” domaticus, e l’ ammonite proveniente dalla Valle del Fiume Bosso Petranoceras rinaldinii a lui dedicata dal Prof. Federico Venturi.

Nella collezione Rinaldini non sono presenti solo ammoniti, ma vi sono anche tante altre forme fossili quali: aptici, belemniti, rincoliti, brachiopodi, actractites, echinidi e radioli, gasteropodi e coralli. Di Don Domenico Rinaldini oltre al ricordo incancellabile che ha lasciato a tutti gli abitanti di Piobbico resta la sua collezione al museo Civico del Castello Brancaleoni dove i fossili esposti, illustrano le bellezze e i tesori provenienti dal nostro esclusivo e incomparabile territorio.

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