ILMONASTERO DI SANTA CROCE DI FONTE AVELLANA
«Tra ‘ due liti d’Italia surgon sassi,
e non molto distanti a la tua patria,
tanto che ‘ troni assai suonan più bassi,
e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale è consecrato un ermo,
che suole esser disposto a sola latria».
Sembra scontato cominciare cosi’ un breve riassunto che parla di questo lembo di montagna e del suo tesoro piu’ importante e prezioso. Ma del resto essere citati dal “Divin poeta” non capita certo tutti i giorni.
L’Ermo cantato da Dante Alighieri nel XXIesimo Canto del Paradiso è quello di Santa Croce in Fonte Avellana trasformato, dal 1325 a tutt’oggi, in Monastero o Cenobio che dir si voglia. La tradizione lo vede nascere nel 980, o forse nell’anno mille…Neanche sul fondatore le tesi sono concordi, si tratta di Ludolfo, vescovo di Gubbio, o di Romualdo monaco ravennate , grande riformatore della Regola benedettina e fondatore di luoghi sacri? Il dibattito resta aperto e piu’ attuale che mai. Sempre la tradizione lo vuole fondato nei pressi di una fonte d’acqua circondata da macchie di nocciolo, il cui nome latino, Corylus avellana, ne avrebbe suggerito il nome.
L’Eremo divenuto poi Monastero ha ospitato personaggi di tutto rilievo. Da San Pier Damiani, una delle personalità piu’ influenti dell’XI secolo anch’egli ravennate, che ne fu priore dal 1043 al 1057. Fu il piu’ grande biografo di S. Romualdo, e ne scrisse un’agiografia nel 1042. A S. Pier Damiani seguono altri priori, tra i quali va certamente ricordato Sant’Albertino da Montone che guido’ la Congregazione Avellanita nel XIII secolo.
Nel 1569 la Congregazione Avellanita venne soppressa e il monastero fu aggregato a quella camaldolese fondata , questa si, da San Romualdo.
Facendo un balzo avanti di diversi secoli non possiamo non ricordare la figura di Don Raffaele Piccinini, monaco e scienziato, che fu il primo ad interessarsi del monte Catria dal punto di vista naturalistico. Nato ad Offida (AP), entro’ a far parte del monastero nel 1844. In seguito alle soppressioni degli ordini religiosi del 1866, seguiti all’unificazione del regno, si trasferi’ nella vicina Pergola. Mori’ nel 1884.
Fu un grande appassionato e studioso di botanica, geologia e paleontologia e percorse i sentieri del monte Catria e dei rilievi circostanti, accompagnando ed illustrandone le caratteristiche ad eminenti personalità dell’epoca. Tra questi il prof. Meneghini, dell’Università di Pisa, il conte Alessandro Spada Lavini e il naturalista Antonio Orsini oltre al paleontologo dell’Università di Monaco, illustre professor Karl Zittel.
Per chi volesse conoscere con maggior precisione e ricchezza di dettagli la storia di Fonte Avellana e delle sue illustri figure che si sono succedute nei secoli, e che ne hanno fatto la storia , mi limito a fornire una serie di testi scritti da appassionati e studiosi di storia locale e non solo e da Istituti vari:
– “Fonte Avellana – Abbazie e Conventi”, Pazzini editore, 1988;
– “Il monte Catria”, di Andrea Pellegrini, terza edizione, 2017;
– “ A Fonte Avellana e sul Catria – Un monastero e la sua montagna: storia e memorie”, Daniele Barbadoro, Franco Barbadoro, 2008;
– “I sentieri del Silenzio – Guida agli eremi rupestri ed alle abbazie dell’Appennino umbro – marchigiano”, Andrea Antinori, SER Società Editrice Ricerche, Club Alpino Italiano Commissione Centrale per le Pubblicazioni, seconda edizione, 2009;
– “ Codice Forestale Camaldolese – Le radici della sostenibilità. La Regola della vita eremitica, ovvero le Constitutiones Camaldulenses”, a cura di Raoul Romano, primo volume, 2011.