IL GHIACCIAIO DEL BEVANO – MONTE CATRIA
Il Massiccio del monte Catria ospita, sul versante marchigiano, tracce e forme di un apparato glaciale formatosi nel Pleistocene superiore (tra 125.000 e 11.700 anni fa circa) e rimasto attivo fino al termine dell’ultimo glaciale. Per quanto riguarda l’Appennino nord marchigiano non risultavano evidenze di tali apparati, se si esclude una segnalazione (Selli, 1954) per monte Nerone. Erano invece note evidenze geomorfologiche legate a condizioni periglaciali (condizioni fredde) come, ad esempio, coltri detritiche note in letteratura come “èboulis ordonnès” (detriti stratificati di versante).
Il ghiacciaio del Bevano si formo’ sul fianco sud – ovest del massiccio del Catria, alla confluenza del torrente Bevano (affluente di destra del torrente Burano), con il fosso di monte Acuto, al di sopra dell’abitato di Chiaserna, frazione di Cantiano. Sono presenti in questo tratto del bacino coperture detritiche riferibili all’azione di una massa glaciale ed a processi crionivali (processi di alterazione delle rocce dovuti a congelamento e fusione delle acque). La morfologia sembra dovuta ad una significativa erosione lungo i margini del ghiacciaio che ha agito su fasce parallele alle scarpate laterali. I cordoni morenici, non facilmente individuabili a causa delle quote modeste che favoriscono la crescita della vegetazione, e dell’erosione ad opera degli agenti atmosferici, sono caratterizzati da un assetto caotico prevalente, con materiale costituito da litotipi calcarei e selciferi (tipici della Successione Umbro – marchigiana), di varie dimensioni. Questi elementi sono immersi in una matrice piu’ o meno abbondante e a volte assente. In definitiva testimonianze molto interessanti per questo tratto di Appennino che meritano sicuramente di essere indagate ed approfondite con ulteriori indagini.
Riferimenti bibliografici.
“Evidenze di un apparato glaciale pleistocenico sul massiccio del Catria (Appennino marchigiano)”., Daniele Savelli, Olivia Nesci & Marco Basili, 1995. Comunicazione presentata al Convegno “ Cento anni di ricerca Glaciologica in Italia”, Torino, 19 – 20 Ottobre 1995.