Castello di Rocca Leonella

ROCCA LEONELLA

Rocca Leonella, più che una località, è un’area, che corrisponde in sostanza alla valle del Fosso dell’Eremo, con tutte le sue articolazioni laterali e quindi anche parte del versante settentrionale del Monte Nerone, con le sue forre. Il punto che dà il nome all’area va individuato nel picco roccioso che sovrasta una rupe, sulla cui vetta un tempo insisteva una rocca, e dove ancora oggi se ne trovano i ruderi, poco distanti dalla alpestre chiesa parrocchiale.
La nobile famiglia dei Brancaleoni realizzo’ su questa rupe, strapiombante sul fosso dell’Eremo di Morimondo, la sua prima dimora. Rocca Leonella fu il piu’antico possedimento della famiglia di Piobbico e deve il suo nome a Lionello Brancaleoni (1460-1495). Il castello, chiamato inizialmente solamente Rocca o Rocchetta, fu distrutto nel 1517 dalle truppe di Lorenzino dè Medici.
L’area dunque, si trova sulle pendici di Nord-Est dell’imponente Monte Nerone, ed è raggiungibile dalla strada che da Piobbico, attraverso il passo del “Traforato”, porta a Secchiano di Cagli, passando per Bacciardi.
I ruderi di questa antica costruzione dominano il tormentato territorio che le sta attorno, tra boschi, fossi, torrenti e acuminati speroni rocciosi, tipici di questa parte di Appennino calcareo.
E la sensazione che si ha, salendo sulla rupe che ospita queste antiche pietre battute dal vento e dal tempo, è una sensazione di dominio e di controllo che in effetti la struttura doveva esercitare sul territorio circostante, la cui natura geologica si impone con forza sul paesaggio, caratterizzandolo.
Dal punto di vista storico abbiamo poche testimonianze, come quelle del medico Costanzo Felici vissuto nel XVI secolo che ne parla come di un luogo “a metà tra l’inespugnabile e il miracoloso”. Dai pochi documenti rinvenuti Rocca Leonella risulta essere stato un luogo pieno di vita che svolse un ruolo importante nel contesto storico e sociale di quell’epoca. Risulta come, nel 1287 la cittadinanza del luogo arrivo’ addirittura, col consenso del Signore d’Urbino, a mettere a ferro e fuoco persino Cagli . Pochi decenni dopo, nel 1331, anche la città di Senigallia subi’ la razzia di alcune migliaia di capi di bestiame ad opera di un drappello di cavalieri scesi da queste impervie e remote zone dell’Appennino.
L’area comunque, forse a causa della sua stessa impervietà, è caratterizzata da raggruppamenti di case sparsi a mezza costa e tutti alla stessa quota, lungo la strada Piobbico – Cagli. Possiamo quindi distinguere, appena sotto i ruderi della Rocca, la Chiesa di S. Lorenzo, del XIII secolo e restaurata da qualche anno e, proprio sul passo, il piccolo cimitero di questa località “sperduta” tra le nebbie della storia e della natura. A seguire Bacciardi, forse il nucleo piu’ consistente, poi le Pie, Cardella (caratterizzata dalla presenza di un’antica e vetusta faggeta, che fu preservata in funzione antivalanghe e che rappresenta la vestigia dei grandi boschi di faggio che un tempo caratterizzavano tutto il versante e scendevano fino al torrente), Cuppio e infine Fosto, ormai in comune di Cagli. All’area rocchigiana viene di solito ascritta anche la località Acquanera, poco lontana dal passo del Traforato, ma posta fuori del bacino del Fosso dell’Eremo e giacente sul pendio degradante verso il Candigliano.

La Forra del Presale Caratterizza fortemente la zona ed è meta di escursioni e, così come anche il Fosso dell’Eremo è una delle mete piu’ ambite di tutto il Pesarese. Sui fianchi del versante montano del Nerone che sovrasta “La Rocca” si aprono diverse caverne, tra le quali la Grotta delle Tassare, un tempo considerata la più profonda del mondo che, pur ampiamente superata da scoperte successive, rimane una delle caverne più profonde del continente.

SITOGRAFIA:

https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/comuni-del-bacino/scheda/10682.html
https://www.castellobrancaleoni.it/rocca-leonella

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