Francesco Maria Santinelli

Francesco Maria Santinelli
Conte della Metola
Marchese di San Sebastiano
Cameriere Maggiore della regina di Svezia
Cameriere della Chiave d’Oro dell’Imperatore Leopoldo I° d’Austria
Alchimista

Francesco Maria Santinelli era un nobile di Pesaro, figlio di Alessandro e di Margherita Santacroce, che poté fregiarsi del titolo di Conte della Metola e di Marchese di San Sebastiano.
Nacque a Pesaro il 20 aprile 1627 e morì a Venezia il 22 novembre 1697. Visse la vita del letterato di buona levatura e fu poeta avendo scritto rime, canzoni, e drammi musicali. Fu fondatore a Pesaro nel 1645 di un cenacolo dal nome apparentemente strano: Accademia dei Disincantati. (Disinvolti)
In seguito fu membro dell’Accademia degli Scomposti di Fano, dell’Accademia degli Ambigui di S. Angelo in Vado, di quella dei Gelati di Bologna, degli Infecondi e dei Fantastici di Roma, ed inoltre dell’Accademia dei Pacifici e Dodonei di Venezia.
L’Accademia era un cenacolo dove convenivano gli uomini più illustri a disputare argomenti letterari e scientifici, oltre che artistici ed ermetici.
Fu stimato presso i contemporanei come poeta. Entrato nel 1656 al servizio della regina Cristina di Svezia (che nel dicembre dell’anno precedente, 1655, di passaggio per Pesaro, era stata ricevuta nel palazzo dei Santinelli), la seguì a Roma e in Francia, suo Cameriere maggiore.
Nel 1659 ormai “decaduto dalla volubil grazia della regina” fu a Vienna per ambasceria; in questo verosimilmente primo contatto con la Corte Imperiale il Santinelli riscosse la stima e la simpatia di Leopoldo I°, che in seguito ne consacrò la chiara fama letteraria nominandolo Cameriere della Chiave d’Oro e suo consigliere. Sposatosi nel 1667 con Maria Aldobrandini, vedova del Duca di Ceri e cugina del duca di Modena, il Santinelli si ritirò finalmente a Venezia, dove “visse in felice calma dopo tante sofferte burrasche” e dove morì nel 1697.
Francesco Maria Santinelli scrisse diverse opere a carattere alchemico delle quali la più importante è sicuramente la “Lux Obnubilata” scritta utilizzando lo pseudonimo-anagramma di Fra Marcantonio Crasellame Chinese.
La “Lux obnubilata suapte natura refulgens” sembra possa avere dato un grosso contributo sul pensiero newtoniano. Paradigma assoluto del connubio dell’alchimia con la scienza è proprio Isaac Newton, le cui scoperte, innovative e rivoluzionarie, si sa, sono state determinanti nello sviluppo del pensiero scientifico.
“Se è incontrovertibile e assai ben documentato il contributo che l’alchimia (in particolar modo quella spagirica) ha fornito alla chimica e alla farmacologia, portando loro in dote strumenti, terminologie e procedimenti operativi, è ben vero che questa rappresenta – pur nella sua verità – una visione fortemente riduttiva”.
Oltre ad Isaac Newton, si interessarono studiosi e appassionati d’eccellenza quali Oswald Wirth, Arturo Reghini e Carl Gustav Jung

Principali opere del Santinelli

Lux Obnubilata
Androgenes Hermeticus
Delle poesie.
L’Armida Nemica Amante e Sposa.
Minera Philosophorum e Radium ab Umbra. .

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