Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria
Colpisce l’occhio per la sua essenzialità e grazia, edificio costruito nel XIII per venerare il culto della Santa Egiziana protettrice delle donne nubili in cerca di marito e delle sartine, le così dette “Caterinette”, è per gli Apecchiesi un luogo importante.
La parte ipogea testimonia la sua antichità, ed era lì che ci si riuniva in preghiera, preghiere che sono state rivolte anche al SS. Crocifisso, custodito nella chiesa, che miracolosamente salvò la popolazione dal terribile terremoto del 3 giugno 1781, che ebbe come epicentro il Monte Nerone. Si narra che il S.S. Crocifisso venne portato processionalmente per le vie del paese per implorare la protezione divina quando, all’improvviso, alzò il capo verso il cielo. Le cronache dell’epoca riportano che in Apecchio vi fu un numero di morti inferiore agli altri centri vicini.
Nel tempo la chiesa però si rivelò troppo piccola per contenere tutti i fedeli, per cui l’Arciprete don Luigi Volpi nel 1886 chiese al Vescovo l’autorizzazione a spostare il Crocifisso nella Chiesa grande; ciò avvenne nel 1889, dopo aver predisposto una sede, come recita il documento: “Decentemente preposta all’altare del SS. Nome di Dio in Pieve”.
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