CHIESA DI SAN NICOLO’ DI PIETRALATA (PU)
Benvenuti a Pietralata, il cui nome, “Pietra Alta” (Petra Eleata in latino), ne evoca perfettamente la posizione. A 545 metri s.l.m., questo borgo domina strategicamente la conca del fiume Candigliano, a un passo dalla celebre Gola del Furlo, crocevia millenario tra l’Umbria e l’Adriatico, nel comune di Acqualagna.
La storia di Pietralata è indissolubilmente legata alla sua funzione di sorveglianza. Già in epoca romana, questo monte forniva la pietra per la lastricazione della fondamentale Via Flaminia (220 a.C.). La sua posizione la rese un baluardo cruciale, conteso tra Goti e Bizantini tra il VI e il VII secolo come essenziale custode della via tra Roma e Ravenna. Dopo la distruzione longobarda del 571, il sito fu scelto per una nuova funzione strategica. Intorno all’anno Mille, i monaci benedettini dell’Abbazia di San Vincenzo in Petra Pertusa fecero erigere qui il Castello e la Chiesa di San Nicolò. Pietralata divenne il loro maniero di difesa per eccellenza, eretto per proteggere il piccolo regno monastico dalle mire espansionistiche di centri vicini come Cagli e Fossombrone.
Gli abitanti di Pietralata non erano solo soldati, ma anche abili estrattori di pietra, utilizzata per erigere le numerose chiese costruite dai monaci nel territorio. Il nucleo storico è costituito da edifici, come quello oggetto di recenti interventi, realizzati con muratura portante in conci di pietra rosata, tipica delle costruzioni locali. Osservando le antiche case, si nota la divisione tradizionale: il primo piano era destinato ad abitazione, mentre il piano terra veniva impiegato come annesso agricolo o per il ricovero degli animali da cortile, testimoniando la vita dura ma autosufficiente della comunità montana.
La Chiesa di San Nicolò, in particolare, visse il suo momento di massimo splendore nel 1593, quando fu elevata a Pieve, dotata di fonte battesimale e punto di riferimento spirituale per tutta la comunità.
Il borgo si distinse spesso per il suo spirito indomito. Nel 1799, gli abitanti si opposero all’occupazione francese con una vera e propria rivolta, e dopo l’Unità d’Italia nel 1861 (anno in cui Pietralata perse il titolo di comune), la comunità diede rifugio ai briganti, inclusa la temuta Banda Grossi, in aperta protesta contro il nuovo Stato. Il vicino Furlo fu poi un luogo caro a Benito Mussolini, che lo visitò ben 57 volte. A testimonianza di quest’epoca, nel 1936 fu creato l’ormai celebre profilo del Duce sulla montagna. Negli anni ’60, l’arrivo della modernità e l’industrializzazione portarono a un forte spopolamento, ma oggi, grazie al suo inestimabile valore storico e paesaggistico, Pietralata rivive. Dal 2001, è parte integrante della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo, offrendovi un patrimonio naturalistico e culturale da esplorare.
Il restauro e risanamento conservativo, comprende la tinteggiatura interna ed esterna della facciata della Chiesa; il consolidamento e ripristino delle parti più degradate della muratura in pietra, costituenti i resti delle mura originarie del Castello antistante la Chiesa.
La ricerca delle eventuali superfici pittoriche, preliminare alla tinteggiatura, ha portato alla luce porzioni di affresco risalenti alla fine del Trecento inizi del Quattrocento; in particolare al centro della parete di destra è emerso un dipinto raffigurante l’evangelista Giovanni ritratto al centro tra due figure femminili: santa Elena a sinistra e santa Monica a destra.
I lavori eseguiti hanno consentito la riapertura dell’ingresso originario alla Chiesa in corrispondenza della strada del monte Pietralata; il percorso che arriva alla Chiesa, è stato reso fruibile anche da persone con difficoltà motorie.
Il percorso esterno, le mura del Castello e la Chiesa sono stati illuminati con la realizzazione dell’impianto elettrico e la posa di corpi illuminanti del tipo a Led a basso consumo e impatto ambientale.