Centro visita della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo

CENTRO VISITA DELLA RISERVA STATALE NATURALE DELLA GOLA DEL FURLO

ll Centro Visite della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo è un luogo a valenza educativa, turistica e informativa, dove poter reperire materiale, Cartina Escursionistica della Riserva e i Quaderni del Furlo, libri di approfondimento archeologico e naturalistico, per far conoscere e vivere al meglio l’Area Protetta e il territorio provinciale.

All’interno del Centro Visita si trova il Museo del Territorio Lorenzo Mannozzi-Torini, (Ispettore Generale del Corpo Forestale dello Stato Precursore della tartuficoltura moderna) che è costituito da due sezioni principali, quella geologica – paleontologica e quella faunistica, e quella dedicata al lavoro dell’uomo nelle cave.
Le sezioni sono costituite da un cospicuo numero di oggetti e pannelli esplicativi che permettono al visitatore di comprendere il grande valore naturalistico, paesaggistico e storico della Riserva Statale Gola Del Furlo e del territorio in cui è collocata.
In particolare il museo si propone l’obiettivo di far comprendere il legame tra la parte geologica, ambientale e la vita delle genti che hanno popolato questo lembo di terra.
Il percorso museale si divide in 5 sale.
Sala 1: presenta un grande plastico tridimensionale della Riserva Statale Naturale “Gola del Furlo”, in scala 1:5.000, che riproduce fedelmente le sue principali caratteristiche geomorfologiche e botanico-vegetazionali, degli antichi borghi rurali e delle strutture architettoniche più importanti.
Sala 2: la storia geologica e paleontologica del Furlo è descritta tramite pannelli e su una parete, fatta con alcuni campioni di rocce e ammoniti, vi è la stratificazione dei monti in ordine cronostratigrafico. Un viaggio a ritroso nel tempo, dove le pietre, come fossero segni, raccontano una storia che risale a oltre 200 milioni di anni fa.
Sala 3: custodisce i fossili del Furlo, una ricca collezione di ammoniti distribuite in otto espositori, classificate e suddivise secondo criteri sistematici e cronologici a cura del Prof. Alberto Ferretti. Le ammoniti,molluschi ora estinti, sono vissuti sulla Terra circa 330 milioni di anni fa e scomparsi circa 65 milioni di anni fa, contemporanei dei dinosauri. I Monti del Furlo ne sono particolarmente ricche, testimoni del fatto che questo territorio era completamente sommerso dal mare, esistono alcuni generi e specie il cui nome fa riferimento proprio al Furlo: il genere Furloceras o la specie Taffertia furlensis oppure il genere Furlites.
Sala 4: il museo espone numerosi animali in rappresentanza della fauna del Furlo appartenenti alle classi di uccelli e mammiferi, sono stati riprodotti all’interno del loro habitat grazie alla realizzazione di un grande diorama. Tra gli animali esposti i più rappresentativi sono l’aquila reale, il gufo reale, vari esemplari di rapaci diurni e notturni, mustelidi e, infine, i lupi appenninici, collocati sopra una scenografica struttura verticale. Inoltre sei postazioni multimediali consentono di apprendere numerose informazioni scientifiche contenute nel museo.
Sala 5: il Furlo non è solo natura e geologia ma anche l’impronta dell’uomo ha un’importanza fondamentale. in questa ultima sala è rappresentato il lavoro dell’uomo nelle cave del Furlo. Un diorama riproduce la realtà di cavatori e scalpellini negli anni ‘30, è arricchito da un espositore con gli attrezzi maggiormente usati, con la sola forza delle braccia, come pesanti mazze utilizzate dai cavatori per staccare il blocco dal fronte di cava, le bocciarde che gli scalpellini usavano per spianare la superficie del blocco o arrotondarne gli spigoli, le punte, gli scalpelli, la squadra in ferro, lo schiantino.
Il tutto è corredato da: libretti di lavoro originali risalente agli anni ’30-’40 del secolo scorso, fatture attestanti la vendita di enormi quantitativi di pietra, documenti relativi al rilascio delle concessioni di estrazione.
Dai Romani fino ai giorni nostri, il Furlo ha una lunga storia estrattiva che viene raccontata anche attraverso una postazione multimediale, dove è possibile conoscere meglio il difficile lavoro del cavatore e dello scalpellino, i principali manufatti in pietra presenti sul nostro territorio, fino al delicato argomento delle cave da un punto di vista dell’impatto ambientale e del loro recupero.

Il Museo è completamente accessibile, il personale operante al Centro visite e le guide della Riserva vi forniranno tutte le informazioni necessarie per fruire del territorio della Gola del Furlo in sicurezza. tra il M. Paganuccio e sul M. Pietralata ci sono ben 52km di sentieri ben segnalati da fruire a piedi e in MTB.

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