Castello di Montalfoglio, San Lorenzo in Campo
Montalfoglio è una piccola frazione, cinta da mura, situata a nord ovest di San Lorenzo in Campo affacciata sulla vallata del Cesano. Sorge su di una modesta dorsale collinare a circa 400 metri di altezza da cui si gode una suggestiva veduta a trecentosessanta gradi, dal massiccio del Catria, ai monti del Furlo che in alcune giornate fredde e limpide sembrano a portata di mano, alla costa adriatica. Le sue mura, di cui un tratto restaurato di recente, si caratterizzano per la presenza di esemplari di Celtis australis, il Bagolaro, alcuni dei quali di notevoli dimensioni. Questa è una pianta originaria dell’Europa meridionale e del bacino del Mediterraneo, oltre che dell’Asia minore, il cui nome fa riferimento al termine auster, “austro” o “ostro”, il vento del sud.
Del borgo si hanno notizie a partire dal 1290. Appartenne a Fano (metà del 1300) e poi segui’ le vicende storiche del territorio fino all’annessione al comune di San Lorenzo in Campo nel 1869. Durante l’ultimo conflitto mondiale (…sarà poi l’ultimo..??) il territorio circostante la borgata ospito’, tra anfratti e piccole grotte, oramai cancellate dal tempo e dalla vegetazione, chi scappava dall’occupazione nazifascista di S. Lorenzo in Campo.
Dista dal capoluogo una manciata di Km ed è collegato ad esso da una serie di strade, asfaltate e brecciate, che attraversano la campagna nella quale si alternano campi coltivati, siepi, piccole macchie di vegetazione e querce isolate. Rappresentano, queste ultime, i resti di quella che doveva essere stata in passato una ben piu’ vasta selva (sembra che San Lorenzo in Campo si chiamasse, prima dell’arrivo dei Benedettini, San Lorenzo in Silvis…).. Proprio una di queste querce, cerque in dialetto, una Roverella (Quercus pubescens) di notevoli dimensioni, 4 metri di circonferenza, si trova a circa metà strada tra Montalfoglio e S. Lorenzo, accanto ai ruderi di una vecchia abitazione in località Caprile. Una deviazione è d’obbligo, per osservarla ed ammirarla!
Il paesaggio è il risultato dell’agire umano sull’ambiente naturale, e quest’ ultimo dipende in buona parte, se non del tutto, dalla storia geologica del luogo. Dal punto di vista geologico questo territorio è caratterizzato, come buona parte del Bacino Marchigiano Esterno (Unità morfostrutturale della regione, che si estende dalla Dorsale marchigiana all’Adriatico), da sabbie ed argille. Queste litologie testimoniano la presenza del mare fino a tempi relativamente recenti (si ritirerà in maniera definitiva nel Pleistocene medio, circa 780.000 anni fa). Non è insolito rinvenire arenarie e conglomerati contenenti ciottoli arrotondati e resti di bivalvi, organismi marini, che stanno ad indicare la presenza di spiagge poco profonde incise da corsi d’acqua che scendevano dalle dorsali ad occidente, già emerse e sottoposte all’azione erosiva degli agenti atmosferici.
Scendendo da Montalfoglio si raggiunge San Lorenzo coprendo un dislivello, negativo in questo caso, di circa 280 metri distribuiti in circa 4 Km di camminata. Il percorso potrà variare in seguito ai capricci e necessità del momento, una stradina che costeggia un campo o un sentiero che accarezza il crinale dolce di una collina arrivando in paese nei pressi dell’Abbazia Benedettina.