Calanchi della media valle del Foglia

CALANCHI DELLA MEDIA VALLE DEL FOGLIA

Particolari forme del paesaggio, nel territorio della provincia di Pesaro ed Urbino, sono rappresentate dai calanchi, forme di erosione prodotti dallo scorrimento superficiale delle acque meteoriche su terreni argillosi o marnosi. Quello dei calanchi è un paesaggio affascinante in cui è possibile osservare come le forze della natura modificano il territorio; l’ importanza di questi ambienti è soprattutto dovuto al fatto che, apparentemente inospitali, rappresentano invece importanti siti di nidificazione per l’Albanella minore nelle Marche. Numerose altre specie, utilizzano questi territori. Per tale motivo, questi ambienti sono stati inseriti nelle ZPS (Zone a Protezione Speciale) e SIC (Sito di Interesse Comunitario) rispettivamente secondo le direttive europee 79/409/CEE “Uccelli” e 92/43/CEE “Habitat”.

COSA SONO E COME SI FORMANO I CALANCHI

Dal punto di vista geomorfologico, i calanchi sono delle forme erosive del terreno, delle scanalature che si formano come conseguenza del dilavamento delle acque sulle rocce argillose. Affinché questi fenomeni di erosione avvengano è necessaria la compresenza di alcuni fattori, sia per quanto riguarda la conformazione del suolo sia delle condizioni climatiche e topografiche dell’area: terreni scoscesi, privi di vegetazione, caratterizzati da un substrato argilloso su cui l’acqua piovana scivola via, dilavando continuamente la parte superficiale. Queste superfici devono inoltre essere interessate da lunghi periodi alternati di siccità e pioggia di rilevante intensità e da fenomeni di gelo disgelo. A questi “ingredienti”, naturali, spesso si somma l’uso che viene fatto del territorio. Molto spesso il fenomeno calanchivo, è provocato o accelerato dal disboscamento dei versanti scoscesi, avvenuto in epoche passate o recenti, dalla coltivazione dei campi che sovrastano gli stessi o dall’eccessiva ceduazione dei boschi ancora presenti. Come già evidenziato, condizione necessaria è proprio l’assenza di vegetazione, in particolare quella arborea che, con la chioma protegge il terreno sia dalle piogge che dal gelo, e con le radici trattiene il suolo, impedendo o rallentando l’instaurarsi del processo erosivo. Quello dei calanchi quindi è un fenomeno complesso che richiede delle condizioni molto particolari perché si formino.

PAESAGGIO

È un paesaggio tipico dell’appennino per via della conformazione geomorfologica e della composizione dei suoli; una collina o una serie di colline, prive di vegetazione o quasi. Sono luoghi isolati e aridi che rendono lo scenario molto suggestivo; a seconda dei minerali presenti nel terreno hanno colori e forme diverse. Dal punto di vista produttivo l’ambiente calanchivo ha un valore scarsissimo, i terreni circostanti possono essere di difficile lavorazione e soggetti a loro volta ad eventi franosi di diversa entità; pertanto andrebbero valorizzati sotto altra forma, con percorsi che spieghino e mettano in risalto la loro grande valenza ecologica. Alcune di queste aree, riconosciute per il valore ecologico, sono infatti state inserite in programmi di protezione e sono soggette a piani di gestione.

ASPETTI NATURALISTICI

Nei calanchi il terreno viene inciso da canali profondi, divisi da rilievi, che si sgretolano facilmente e continuamente, provocando erosioni molto rapide e progressive; non raggiungendo mai una fase di equilibrio, il paesaggio dei calanchi è in continuo mutamento e nell’arco di pochi anni è possibile notare le differenze osservando delle fotografie di confronto. Data la rapidità del fenomeno erosivo, sono poche le piante che riescono ad attecchire; il paesaggio si presenta quindi come arido e inospitale. Osservando le colline della media valle del Foglia notiamo che si tratta di un mosaico di aree coltivate intensivamente di varie dimensioni, alternate a calanchi consolidati intorno ai quali si sviluppano boschi di carpino nero o querceti decidui gestiti a ceduo.
La flora che riesce ad attecchire nei calanchi, è di fondamentale importanza dal punto di vista scientifico in quanto si tratta di specie adattatesi a vivere in zone estremamente ostili. Sono caratterizzate da un apparato radicale sviluppato e potente, in grado di attecchire profondamente nel terreno, continuamente eroso o dilavato, sono inoltre adattate per resistere a temperature estreme per tempi lunghi, in condizioni anche siccitose.
Tra le specie faunistiche che utilizzano quest’area quelle nidificanti sono: Albanella minore, Averla piccola, Falco pellegrino collegato alle zone rupestri e Martin pescatore a quelle fluviali, Ortolano; altre usano questi ambienti durante la migrazione o lo svernamento; tra questi: Biancone, Falco pecchiaiolo, Nibbio bruno, Nibbio reale, Succiacapre. Per quanto riguarda le specie nidificanti le zone calanchive ricoprono una importanza fondamentale perché offrono ancora un ambiente idoneo. La continua riduzione di habitat idonei è dovuta, in parte, all’aumento della pressione agricola intensiva a valle e al ridotto utilizzo delle zone montane di pascolo con conseguente progressione delle piante pioniere che evolvono verso il ripristino del bosco. L’agricoltura intensiva inoltre prevedendo l’uso di pesticidi riduce la quantità di prede e, nel tentativo di semplificare il lavoro, cancella i filari tra gli appezzamenti di terreno con ulteriore aggravamento della situazione. Lungo la valle del Foglia sono state istituite due SIC: IT5310014 (VALLE AVELLANA) e IT5310012 (MONTECALVO IN FOGLIA). Entrambe sono interamente ricomprese nella ZPS “Calanchi e praterie aride della media Valle del Foglia”.

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